Lezioni di Canto

“L’insegnante di canto assomiglia ad una specie di liutaio che ricostruisca al tempo stesso lo strumento e il musicista”.  
“Il canto dell’essere”, Wilfart

“I movimenti sonori della voce sembrano costituire una visione concentrata e microscopica molto fedele degli elementi caratteristici di un essere vivente. Il timbro della voce, l’attacco o espansione del suono, l’inflessione di ogni parola, le ondulazioni, la scelta e interpretazione di ritmi acquisiti, le interrogazioni, le pause e , sopratutto, la maniera innegabilmente individuale di cantare sono i riflessi più fedeli di ogni individuo”.
Shneider

” L’educatore ha bisogno come sfondo all’insegnamento della musica. Essa è un’esigenza di fronte al pensiero in generale. La musica è, da un lato, la cosa più comprensibile per l’anima umana che sente in modo immediato, d’altro lato è qualcosa di difficile per coloro che vogliono comprendere la sua azione. Volendo confrontare la musica con le altre arti dobbiamo dire che queste ultime hanno tutte, veramente, un modello nel mondo fisico mentre ciò non è vero per la musica”
“L’essenza della musica ”, Rudolf Steiner

 

Il  suono della voce ci tocca e , come moto vibrazionale, tocca tutto ciò che esiste intorno a noi.  Ci parla  in maniera esaustiva  di tutte le parti fisiche e interiori che sono distorte rispetto alla perfezione  dello strumento psicosomatico che incarniamo. Come insegnante di canto ho potuto verificare e lavorare su e con tantissimi allievi che mi hanno  dichiuso alle infinite possibilità che il lavoro sul suono contiene. Ho potuto quindi notare come la respirazione diaframmatica, il miglioramento della postura e l’impostazione della bocca aiutino l’espressione ma ancora di più ho potuto vedere questi stessi allievi scoprire uno spazio nuovo, quasi un’altra parte di sè stessi che emergeva dalla gioia di toccare la propria voce e sentirne la densità. Densità psicologica e densità creativa .Un tempo, nelle civiltà più tribali, il canto veniva usato  per misurare lo spazio, la distanza fisica da un luogo ad un altro e la mia esperienza è che ascoltare la propria voce svolge in fondo la stessa funzione :  misura lo spazio che  esiste tra la nostra voce reale e ciò che vorremmo che fosse. Il viaggio nella voce è dunque una riarmonizzazione totale  di molte parti di noi che, sempre più sincroniche, ci aprono la strada verso una riappropriazione fonetica e psicologica di ciò che possiamo migliorare per diventare più completi condizione  che, per la Medicina Cinese, si riflette in una “voce melodiosa… quasi un canto, né alta né bassa, una voce che parla dal cuore”.